"Un Passo Indietro" by Viconia
(Maria e Liz sono di turno al Crashdown. Per Maria è una brutta giornata, ma non per Liz…...)
LIZ: (i suoi pensieri) Ci sono giorni, in cui ti sembra che tutto vada storto, ogni piccolo contrattempo, ti esaspera senza un motivo e poi, ci sono giorni, come oggi per esempio, in cui il mondo ti sorride dal momento in cui apri gli occhi la mattina, fino a quando li chiudi per andare a dormire, giorni in cui ti piace perfino pulire la macchina per montare la panna.
MARIA: Ah… che schifo di giornata! Al tavolo due si lamentano perché il bacon non è croccante. C’è una persona soddisfatta a questo mondo?
(Rumore della porta, Max e Michael fanno il loro ingresso al Crashdown)
MARIA: Oh guarda chi c’è! Il bel principe azzurro e l’orrendo Gobbo di Notre Dame
MICHAEL: Max… dobbiamo per forza mangiare qui?
MAX: Beh si… ho voglia di prendermi… un pezzo di torta con lamponi e more. C’è qualcosa che non va?
MICHAEL: In confronto alla guerra nucleare no!
MARIA: Beh! Che cosa fai?
LIZ: Max prende la Cherry Cola e Michael cosa prende?
MARIA: Cherry Cola con un po’ di arsenico?
MICHAEL: Vogliamo uscire da qui! Te la offro io la torta da un’altra parte!
MAX: Che problema c’è? Non sei contento di vedere Maria?
MICHAEL: Ci siamo lasciati.
MAX: Cosa? Potevi dirmelo!
MICHAEL: Senti non sono sicuro che sia proprio finita. E’ una situazione confusa.
(Liz e Maria portano le bibite al tavolo di Michael e Max)
LIZ: Cherry Cola, offre la casa!
MARIA: Fa $1.25 per te!
MICHAEL: Direi che la situazione è chiarissima adesso!
(Michael si alza di botto, rovesciando la bibita e facendo cadere un quaderno di appunti in cui scorge un foglio con dei disegni ‘alieni’.)
MICHAEL: Che cos’è?
MAX: Dai metti via!
MICHAEL: Ho capito… li riconosco, questi vengono…
MAX: Non qui Michael.
Sigla
(Maria, al Crash down infilza con degli stuzzicadenti, un alieno a pupazzo)
ALEX: Chi è ? Lo conosco?
MARIA: Alex ma dov’eri finito? Sono due giorni che ti cerchiamo!
ALEX:Beh… sono rimasto un tantino sotto shock, dopo i fatti che tu sai. E così mi sono preso, come dire, una piccola pausa di studio e riflessione!
MARIA: E a quali conclusioni sei arrivato?
ALEX: Dunque… ci sono due possibilità. O c’è in giro una setta di drogati che ha fatto a te e a Liz il lavaggio del cervello…
MARIA. Si…
ALEX: Oppure io sono rimasto intrappolato, in una specie di assurdo incubo, di cui non riesco a vedere la fine.
MARIA: Gia… beh… anche per me i primi giorni sono stati duri, ma devi credermi, non ti faranno del male, almeno fisicamente…
ALEX: Maria… che cosa ti fa pensare che tutto questo sia vero?
MARIA: Un giorno spararono a Liz un colpo di pistola e Max fece sparire la pallottola così, nel nulla, poi rimarginò la ferita toccandola con la mano, se no Liz sarebbe morta. Da quel giorno ho rivisto un po’ le mie idee.
ALEX: L’unica è che parli direttamente con uno di loro.
MARIA: Già
ALEX: Meglio con Isabel.
MARIA: Isabel? Beh… voglio darti un consiglio… d’accordo? Non innamorarti mai di lei. Pensa a me e Michael, ti giuro, tra di noi c’era una grande passione, ma nei fatti, quella è gente priva di cuore.
(Casa Evans, camera di Max. Isabel e Michael chiedono a Max spiegazioni sul disegno trovato da Michael nel quaderno di Max)
MAX: L’ ho buttato giù a memoria. E’ il disegno che ci ha mostrato River Dog nella caverna. Non so neanche se abbia un significato.
ISABEL: Certo che ce l’ ha. Abbiamo tutti e tre l’impressione di conoscerlo. E’ come il ciondolo Max, come se fosse la nostra lingua, mi è familiare ma non ricordo come si legge.
MICHAEL: Quando ce lo avresti detto, se io non l’avessi scoperto Max?
MAX: Sono successe un sacco di cose, la Topolsky ci stava addosso, non volevo rischiare… aspettavo il momento giusto…
MICHAEL: No… no… no dai finisci la frase, non volevi rischiare che cosa, che io facessi una scemenza.
MAX: Non ho detto questo!
MICHAEL: Ma l’ hai pensato!
ISABEL: Forse Max … credeva fosse giusto…
MICHAEL: E ha scelto di non fidarsi di me, ma di Liz… si.
MAX: Come facevo a non dirglielo, era lì e… ma non voglio giustificarmi. E’ vero non te l’ ho detto per questo, tu ti saresti buttato nella cosa senza riflettere, avresti fatto qualcosa di irragionevole, quindi con L’ FBI alle costole ho pensato che fosse meglio tacere.
ISABEL: E invece dovevi dircelo!
(La signora Evans chiama Max)
MADRE: (VOCE FUORI CAMPO) Max, tesoro, è arrivata Liz!
MAX: Io esco con lei!
MICHAEL: Voi due da soli?
ISABEL: E’ la tua ragazza?
MAX: No, affatto, avevamo voglia tutti e due di mangiare cinese, basta tutto qui!
ISABEL: Almeno cambiati la maglietta!
MAX: Sono in ritardo. Decideremo insieme le domande da fare a River Dog e insieme torneremo da lui. Ti prego Michael, non fare niente per adesso.
MICHAEL: Ok aspetterò.
MAX: Ne riparliamo più tardi.
MICHAEL: Chissà cos’altro avrà detto a Liz e a noi no?
ISABEL: Ah… piantala. Anche tu all’orecchio di Maria ne hai sussurrato parecchie di cose!
MICHAEL: Ma io ho la furbizia, di non attaccarmi a nessuno, posso fare a meno di chiunque, se necessario.
ISABEL: Che significa? Non capisco!
MICHAEL: Significa che Max ha agito male, ed io scoprirò da solo, cos’è quel disegno!
ISABEL: Michael.. glielo hai promesso!
MICHAEL: Va bene, sarò degno di fiducia quanto Max!
(Michael va alla riserva indiana per cercare River Dog. Parla con una anziana donna che non gli risponde)
MICHAEL: Sto cercando un tizio che si chiama River Dog… River Dog!!
EDDY: Non è sorda … è che non vuole risponderti. Io mi chiamo Eddy. Tu chi sei?
MICHAEL: Beh… sono uno che sta cercando River Dog.
EDDY: E’ impegnato, là nella tenda, celebra un rito sacro, nessuno può entrare se non è stato invitato.
MICHAEL: Invitami tu!
EDDY: C’è da sudare per purificare lo spirito, è molto coinvolgente!
MICHAEL:Se lui è lì dentro… e lì che voglio andare.
( Al Crashdown Alex e Isabel parlano)
ALEX: Non mi quadra, insomma, il copro umano è la macchina più sofisticata e più complessa di tutto l’universo. Per quanto la vostra razza possa essere evoluta, com’è possibile che voi abbiate assunto sembianze umane?
ISABEL: Giusto… non sono un’aliena, hai ragione tu.
ALEX: D’accordo, allora ammettiamo che sia possibile.. ok? Ma perché cavolo… scusa l’espressione… perché vi avrebbero mandato sulla terra, insomma qual è lo scopo di tutto questo?
ISABEL: Distruggere il mondo, a partire da chi fa domande sceme.
ALEX: Scusami.
ISABEL:Non lo sappiamo. Siamo usciti dalle capsule con le sembianze di bambini terrestri, siamo sempre stati così come ci vedi. Niente squame verdi, niente antenne. Proviamo sentimenti e emozioni, ci poniamo più domande noi di quanto non faccia tu. Non ti è mai successo di sentirti diverso da tutti quanti gli altri? non ti è mai successo di rivelare la tua vera personalità a qualcuno e di non essere compreso?
ALEX: Si.
ISABEL: Siamo umani quanto te Alex, in realtà fra noi c’è un'unica differenza, noi possiamo manipolare la struttura molecolare delle cose.
ALEX: Scusa?
(Isabel tocca una bottiglia di ketchup, trasformando in qualcos’altro, Alex guarda stupefatto)
(Michael accompagnato da Eddie entra nella tenda di River Dog, dove stanno eseguendo un rito)
MICHAEL:Quello è River Dog?
EDDY: Sta tranquillo! Sa che sei qui ma non parlare adesso, segui la cerimonia.
(Michael prende parte alla cerimonia e beve anche lui lo stesso liquido che è in una ciotola che viene passata tra i presenti. River Dog getta sabbia nel fuoco)
EDDY: Purificarsi è faticoso!
MICHAEL: Ma che mi avete dato?
(Isabel e Alex stanno ancora parlando)
ISABEL: Non avevamo mai trovato sulla terra una cosa più vicina di questa al nostro…
ALEX: Al vostro mondo.
ISABEL: Già. Si… senti non continuare a fissarmi mi metti in imbarazzo!
ALEX: Fissarti! Che dici?
ISABEL: Non mi hai tolto gli occhi di dosso, come se stessi aspettando che mi spuntino le antenne.
ALEX: Oh, oh, ti chiedo scusa. Io non ti fisserò mai più. Guarderò… guarderò questo foglio!
ISABEL: L’hai guardato abbastanza per questa sera.
(Max e Liz stanno giocano a biliardo)
MAX: Niente male!
LIZ: Tocca a te, ora prendi la mira…
MAX: Così…
LIZ: Quasi bene. Le dita le devi mettere qui è importante… se no ti rimane… eh eh sei sporco di gesso sul viso. Ecco fatto. Così mira bene.
(Al ristorante Liz e Max aprono i dolcetti della fortuna)
LIZ: E’ la parte che preferisco… eh c’è scritto, questa è la serata più bella della tua vita.
MAX: Davvero? C’è scritto questo?
LIZ: No, ma è sempre meglio di donne e motori, gioie e dolori.
MAX: Si è più carina la tua.
LIZ: Lì che cosa c’è scritto?
MAX: Chiedi a una ragazza di ballare con te.
LIZ: Non ci credo. Davvero dice così?
MAX: Dipende se accetti!
LIZ: Si
MAX: Allora c’è scritto così!
LIZ: Ti credo.
(Liz e Max ballano)
LIZ: I miei genitori sono in campeggio questo weekend, si divertono a osservare le stelle, sai che all’alba, si può vedere Venere a occhio nudo?
MAX: Io credevo che fosse qui davanti a me!
(Maria interrompe Max e Liz, sempra preoccupata)
MARIA: Max, Liz, venite al Crashdown, si tratta di Michael, sta male
(Michael è steso sul pavimento del Crashdown con la testa in grembo ad Isabel)
ISABEL: Sono preoccupata. Ha perso i sensi.
(Michael si riprende)
ISABEL: Tieni, bevi un po’, ti farà bene.
MICHAEL: Sto meglio adesso.
MARIA: Dovrebbe mangiare qualcosa, forse ha avuto un calo di pressione
ALEX: L’echinacea è un toccasana per me.
MICHAEL: Ho detto che sto meglio, mi sento bene, benissimo.
ISABEL: Ma se un minuto fa scottavi!
MICHAEL: Qualunque cosa fosse ora è passata, voglio andare a casa.
MAX: Ti accompagno.
MICHAEL: Non rovinarti la serata!
ISABEL: Su andiamocene. Ti serve un passaggio?
ALEX: Mi servirebbe di più un sedativo.
(Max e Liz l’uno di fronte all’altra e in silenzio, si guardano. E gli altri se ne vanno)
ISABEL: Max…
(Max va via)
LIZ: Me ne vado a dormire anch’io. Grazie per avermi sostituita…
MARIA: Non te la caverai così, lo sai che devi fare adesso.
(Maria e Liz parlano di Michael e Max mangiando del gelato)
LIZ: Siamo sfortunati, capita sempre qualcosa…
MARIA: Allora ancora niente.
LIZ: Beh… l’altra notte ci siamo baciati…
MARIA: E allora?
LIZ: Non credo sia il caso di parlarne…
MARIA: Scherzi? Dobbiamo parlarne invece, siamo le uniche persone al mondo che possono fare questo discorso.
LIZ. Beh … non è detto…
MARIA: Non complicare le cose tesoro, allora chi comincia… ho capito comincio io… E’ stato esplosivo.
LIZ: Già… hai detto la parola giusta.
MARIA: Vero?
LIZ: Si.
MARIA: E’ stato come se ogni cellula del mio corpo si fondesse con le sue, togliendomi il respiro…
LIZ: E ti girava la testa come una trottola?
MARIA: Mi gira anche adesso se ci penso…
LIZ: Lo sai che quando stavo con Kyle, non ho mai provato niente di paragonabile a quello che ho provato con Max? E tu invece?
MARIA: Ti riferisci a Doug Sohn al liceo? Un carciofo, Michael è tutta un’altra cosa.
LIZ: E ora la domanda da un milione. Credi che proviamo tutte queste sensazioni, solo perché loro sono….
MARIA: Oh… perché loro sono alieni
LIZ: Esatto!
MARIA: E se facessero così per allontanarci dagli altri?
LIZ: Già.
MARIA: Vedrai che Michael continuerà a rovinarmi la vita anche se non ha intenzione di farne parte.
LIZ: Sono sicura che cambierà idea…
MARIA: No, io non credo e poi ho capito che per noi non può esserci un futuro. Le relazioni tra umani e alieni sono sempre destinate a fallire. Non illuderti di iniziare una storia con Max, senza mettere in preventivo di uscirne con le ossa rotte. Nel mio caso è diverso… sai io sono una vecchia quercia. Michael si comporta come uno stupido, io lo pianto. Ma tu e Max, voi vi capite con uno sguardo e la vostra è un intesa molto profonda.
LIZ: Si e vedi… io credo che la nostra storia in qualche modo funzionerà, dobbiamo solo essere pronti ad affrontare gli ostacoli…
(UFO Center. Alex vuole mostrare a Isabel qualcosa.)
ISABEL: Questo posto mi mette i brividi.
ALEX. Già… e adesso capisco anche il perché. Di là c’è una cosa che voglio mostrarti, vieni. Sai quel foglio che avevi ieri sera…
ISABEL: Smettila di parlare ad alta voce…
ALEX: Mi sono scervellato per ricordare dove avevo visto una cosa del genere, sono venuto qui e guarda che cosa ho trovato. E’ un posto che si chiama Machu picchu, si trova in Perù ed è pieno di segni identici a quelli che ho visto sul tuo foglio.
ISABEL: Certo e gli alieni sono venuti sulla terra per svelare i loro segreti agli uomini delle caverne. Lascia stare Alex, non pensi che ci siamo già documentati, sono tutte scemenze, come la storia delle piste per astronavi servono soltanto a fare i soldi, non immischiarti grazie.
ALEX: (alzando la voce) Ma se questo ti aiutasse a ritrovare il tuo pianeta?
(i visitatori e Milton di girano
MILTON: Che cosa hai detto?
(Milton dice a Isabel)
MILTON: Sei la sorella di Evans?
ISABEL: Si
MILTON: Non apprezzo affatto questo tuo umorismo giovanotto. A noi ufologi non piace chi fa dello spirito su cose di questo genere.
ALEX: Ne sono convinto e le chiedo scusa signore
(Milton si allontana)
ALEX: Mi dispiace tanto
ISABEL: Ti rendi conto delle conseguenze che poteva avere una frase del genere?
ALEX: Scusa non l’ho fatto apposta, non succederà mai più.
ISABEL: Stai più attento.
ALEX: Scusami.
(c’è un po’ di confusione e Alex e Isabel si muovono per vedere cosa sta succedendo)
MITLON: Permesso.
MAX: Fatemi passare per favore.
MILTON: Siamo del museo, fate largo.
(Michael è a terra tremante)
MICHAEL: Max… voglio Max Evans…
MAX: Eccomi qui che cos’hai?
(Gli completamente bianchi)
MAX: Chiudi gli occhi.
MILTON: Chiamate un’ambulanza!
MAX: No… non serve, ci penso io.
ISABEL: Permesso.
MITLON: E’ il tuo amico, quello che fece irruzione qui dentro, che sta succedendo Evans?
MAX: Emicrania, soffre di forti emicranie.
(Max mette gli occhiali da sole a Michael)
ISABEL: Fate spazio, che cosa facciamo?
MAX: Aiutami a portarlo fuori.
ALEX: Vi do una mano?
ISABEL: No lascia stare.
(Liz e Maria sono al Crashdown)
LIZ: Allora, dopo che avrai finito con le zuccheriere, dobbiamo riempire anche le oliere e le saliere…
MARIA: L’idea di fare il capo ti sta dando alla testa.
(Max bussa alla porta sul retro del Crashdown)
MAX: Liz…
LIZ: Che ci fai qui?
MAX: Datemi una mano, ci serve aiuto.
LIZ: Maria…
(Michael è a terra e Max lo copre con la sua giacca)
MARIA: Michael… ma stai bene?
ISABEL: Ti sembra che stia bene?
MARIA: Che cos’ha?
ISABEL: E che ne so, non è mai stato male fino adesso.
MAX: Deve stare in un posto sicuro… Liz… può restare qui?
LIZ: Si, ma portiamolo al piano di sopra, sarà ancora più al sicuro.
MAX: Tiriamolo su
LIZ: Vi faccio strada.
(Isabel misura la febbre a Michael)
ISABEL: E’ arrivata quasi a 42.
MARIA: Servono ghiaccio e asciugamani, bisogna abbassare la febbre.
LIZ: Um… il ghiaccio è in cucina e gli asciugamani li trovi nel bagno.
MAX: Tu stai bene?
LIZ: A te era mai capitata una cosa simile?
MAX: Mai.
(Michael cantilena delle strane parole)
ISABEL: Ma che dice?
MAX: Non lo so, mi sembra una specie di cantilena. Michael mi senti? Che stai dicendo? Che cosa cerchi di dirci? Michael sono io Max! Fatti aiutare ti prego.
(gli occhi di Michael, sono sempre bianchi)
MICHAEL: River Dog
(Max e Liz, vanno alla riserva indiana)
EDDY: Tu non sei più il benvenuto.
MAX: Volevo sapere cosa è successo.
EDDY: Hai raccontato quello che hai scoperto qui. River Dog è molto arrabbiato con te.
LIZ: E’ molto importante che lui ci dica quello che ha fatto a Michael!
EDDY: L’ha messo alla prova e non l’ha superata.
MAX: Che vuoi dire?
EDDY: Solo questo.
MAX: Non è abbastanza, voglio sapere esattamente quello che gli ha fatto.
EDDY: River Dog non vuole più vederti, tu hai tradito la sua fiducia e questo non te l’ho perdonerà mai.
MAX: Non sto cercando il suo perdono, voglio delle risposte prima che Michael muoia.
LIZ: Max, calmati…. Michael è molto malato Eddy e non sappiamo cosa fare, abbiamo bisogno di River Dog.
EDDY: Mi dispiace, lui non c’è!
MAX: Lo aspetterò qui finché non torna.
(Isabel è seduta al capezzale di Michael. Maria entra nella stanza)
MARIA: Che stai facendo?
ISABEL: E’ così freddo che …
MARIA: Ma stai scherzando scotta da morire, quando ho avuto la varicella, avevo la febbre così alta, che mia madre mi fece un bagno con l’acqua fredda.
ISABEL: Senti. lui non ha la varicella e comunque è gelato.
(Alex bussa alla porta ed entra nella stanza)
ALEX: Toc toc!
ISABEL: Non avevi chiuso la porta a chiave?
ALEX: La chiave è sempre sotto lo zerbino. La situazione giù è sotto controllo, così sono salito per sapere se posso fare qualcosa per voi!
ISABEL: Si, qualcosa puoi farla, andartene da qui insieme a lei e lasciare che curi Michael, lui ha bisogno di me ora non di estranei
(Nell’attesa di River Dog, Marx racconta a Liz di quando sono usciti dai bozzoli.)
MAX: Mi ricordo la prima volta che vidi Michael, fu nel deserto, la notte che uscimmo dalle capsule. Il cielo era pieno di stelle e c’era una grande luna piena. Io e Isabel ci incontrammo subito. Non sapevamo parlare ma riuscimmo a capirci. Ci mettemmo a camminare ma sentivamo la presenza di qualcun altro…
LIZ: Quella di Michael?
MAX: Lui ci aveva già visti ma era spaventato, così rimase a osservarci per un po’. Quando finalmente si fece vedere, era in piedi su una roccia, esattamente come avrebbe fatto oggi, "eccomi sono qui, facciamo i conti". E per lui quella fu la prova più difficile, fidarsi di noi.
LIZ: Scusa Max, perché dopo vi siete separati?
MAX: Ad un certo punto vedemmo i fari di una macchina, Isabel prese la mia mano. Sapevamo che la nostra forza era restare uniti. Tesi la mia mano verso Michael, sentivo che voleva afferrarla però non lo fece. Poi ci guardammo tutti e tre per un momento. Non lo vedemmo più per tre anni. Isabel piangeva tutte le notti chiedendosi dove fosse. Tutto bene?
LIZ: Ah si… solo che dev’essere molto triste essere in pena per la sorte di una persona cara.
MAX: Ti chiedi se anche a me può succedere qualcosa, se dovessi sentirmi male come Michael…
LIZ: No…
MAX: Ci ho pensato molto anch’io sai! E se fosse parte del nostro ciclo vitale, se la nostra vita terminasse così…
LIZ:Max, non può essere questo!
MAX: Posso capire se hai dei dubbi su noi due, voglio dire un ripensamento. Impegnarsi con qualcuno è già difficile senza che uno debba chiedersi chissà se domani ci sarà ancora.
(. Maria porta ad Isabel da mangiare.)
MARIA: Ehy, dovresti mangiare, se non ti piace mettici questa.
ISABEL: Grazie!
MARIA: Lui sta a cuore anche a me, lo sai!
ISABEL: Si che lo so. Max e Michael sono tutto quello che ho Maria… e se io dovessi perderli…
MARIA: Non succederà.
(Michael ha una violenta crisi.)
MARIA: Che cos’ha?
ISABEL: Non lo so, non lo so… è troppo forte per me… si ferirà, chiama Alex…. Michael…
(Michael si lamenta pronunciando frasi incomprensibili, simili a una cantilena)
(Liz chiama casa per avere notizie)
LIZ: Non risponde nessuno.
MAX: Torniamo a casa.
(Lix e Max sentono una cantilena provenire da una tenda)
LIZ: E’ la stessa cantilena che cantava Michael!
MAX:Proviene dalla tenda.
(Liz e Max vanno verso la tenda)
(A casa Michael, ripete continuamente la cantilena)
ISABEL: Diamogli dell’altra acqua, prima gli ha fatto bene.
(Michael ha delle visioni. Si trova nel deserto , da solo. Sulla sabbia ci gli stessi simboli della . Guardando il cielo e vede delle stelle che formano una costellazione)
(Nella tenda alla riserva si sta compiendo un rituale)
LIZ: Ma che stanno facendo?
MAX: Non lo so. Ma forse quello che è successo a Michael dipende da questo rito.
(River Dog compare)
RIVER DOG: Portatelo qui, presto, non abbiamo tempo.
(Max e Liz vanno al Crashdown. Isabel e Maria vegliano Michael, il cui corpo di Michael è avvolto da una ragnatela)
MARIA: Grazie a Dio sei qui!
ISABEL: Oh santo cielo Max…
ALEX: Non riesco ancora a crederci… è assurdo.
(Michael viene portato nella caverna)
RIVER DOG: L’uomo che stava in questa grotta quando io ero piccolo, non era un terrestre, Gli anziani erano convinti che fosse uno spirito maligno. Fu invitato al rito tribale come il vostro amico Michael. La sua reazione fu rapida e molto violenta, i suoi occhi diventarono bianchi e gli venne la febbre alta…
MAX: Come a Michael.
RIVER DOG: La differenza è che al vostro amico i sintomi si sono manifestati più tardi, per questo ero tranquillo. Ma poi ho saputo che stava male, e ho capito che anche lui era un alieno.
MARIA: Beh è interessante come discorso…
RIVER DOG: Lui preferiva farsi chiamare così. Nella mia lingua alieno si dice Nasedo e io lo chiamavo in questo modo.
ISABEL: Lei conosceva bene Nasedo?
RIVER DOG: Beh… fui io a salvarlo. Dopo il rito lui scappò nel deserto. Ci venne detto di non seguirlo. Ma io ero un ragazzo e feci di testa mia. Lo trovai in questa caverna, morente. Doveva confidarmi il suo segreto in modo che io potessi guarirlo.
MAX: E ora farà la stessa cosa per Michael?
RIVER DOG: Ci proverò. Ma avrò bisogno del vostro aiuto.
ALEX: Anche del mio?
RIVER DOG: Guarire richiede molta energia e più ne avremo più velocemente guarirà. Ora mettetevi tutti intorno al cerchio, c’è una linea per ognuno di voi che conduce al centro.
(Alex, Max, Isabel, Maria e Liz si sistemano sulle cinque linee, attorno al cerchio disegnato sul terreno. Michael è nel centro)
RIVER DOG: Nasedo mi diede queste pietre, provengono dalla sua terra e al loro interno racchiudono energia…
MAX: Vuole dire che provengono…
RIVER DOG: Dal luogo dove venite. Mi disse che nel suo corpo c’era la stessa energia contenuta in quelle pietre. Lui la chiamava equilibrio. Disse che tutto il calore prodotto dal rito, in qualche modo spezzò quell’equilibrio.
MAX: E poi?
RIVER DOG: Mi disse di tenere in mano tutte le pietre per attivarle con la mia energia e così avrei ristabilito l’equilibrio.
MAX: E se non fosse avvenuto?
RIVER DOG: Sarebbe morto.
ISABEL: Beh… cominciamo allora…
RIVER DOG: Ma aggiunse che c’era un rischio. L’equilibrio ti può intrappolare. E’ una forza in grado di alterare sia il corpo che la mente, se non la si orienta nel modo corretto. Ora… liberate la mente. Bevete dalla ciotola, non cambiate i sentimenti verso il vostro amico e troverete la giusta via.
MAX: Che cos’è?
RIVER DOG: Acqua. Qualcosa che ci accomuna tutti quanti. Bevendo dalla stessa ciotola entreremo in sintonia.
(Max beve per primo, poi Isabel ,Alex ,Maria. Liz esita.)
RIVER DOG: Tu hai paura. Non di questa cerimonia. La tua paura è profonda, tu hai paura per qualcun altro, per qualcuno che ti sta molto a cuore.
(Gli occhi di Liz si riempiono di lacrime mentre guarda Max)
RIVER DOG: Ora devi fare un passo indietro, altrimenti interromperai il flusso.
LIZ: Mi dispiace.
(Liz esce dal cerchio)
(River Dog cantilena e so ferma vicino a Maia.)
River Dog: Lei troverà il suo cammino, tu inizia il tuo.
(Iniziano a cantare . Il petto di Michael s’illumina insieme alla pietre che i suoi amici tengono in mano. Partono delle visioni. Michael nel deserto al centro di un cerchio con dei raggi dove alla fine per ogni raggio c’è uno dei suoi amici. Max tentenna quando vede Liz. Si sovrappongono scene dei tre alieni bambini con quelle da adulti. La ragnatela è distrutta da Michael)
MAX: Stai bene?
MICHAEL: Sono stato in un posto Max e ho visto delle cose.
MAX: Ma sei di nuovo qui, per sempre stavolta.
MICHAEL: Si, per sempre. Grazie Max, non succederà più, basta scappare, datemi le pietre…
(Michael inserisce le pietre nel murales)
MICHAEL: E’ una mappa.
(Liz scrive sul diario mentre è fuori, sul terrazzino della sua stanza
LIZ: (VOCE FUORI CAMPO) Sono sempre stata una che sa affrontare le difficoltà. Faccio ciò che è necessario e rimango lucida. Ma vedere Michael in quelle condizioni e non sapere assolutamente cosa avesse e come aiutarlo, mi ha spaventata. Ho avuto paura che un giorno, potesse succedere anche a Max e che io non avrei potuto aiutare una persona che significa tanto per me, che significa tutto.
(Max la raggiunge)
MAX: E’ un brutto momento?
LIZ: No, affatto, ciao.
MAX: Volevo.. solo sapere come stavi.
LIZ: Sto bene … si… come sta Michael?
MAX: E’ quello di sempre!
LIZ: Questa è una bella notizia.
MAX: Io non sto bene Liz.
LIZ: Che vuoi dire?
MAX: Voglio dire, un giorno toccherà a me. Non posso continuare a fare finta di essere normale.
LIZ: Max… senti, io non avevo dei dubbi su di noi e comunque non avevo intenzione di deluderti nella caverna
MAX: Non ti biasimo, avevi tutte le ragioni di avere paura, perché in fondo quella era la verità… non siamo fatti l’uno per l’altra.
LIZ: Non dire così…
MAX: Senti l’altra sera quando siamo usciti e anche il giorno prima, quando ci siamo baciati, ho perso il mio equilibrio. Tu mi fai dimenticare qualsiasi altra cosa, questo non è reale…
LIZ: E’ l’unica cosa reale che io abbia mai provato.
MAX: A volte bisogna fare un passo indietro per rendersi conto di cosa sta accadendo, ed è proprio questo che ora noi due dovremmo fare, ritrovare il nostro equilibrio.
LIZ: Max, io ero convinta che noi l’avessimo trovato
MAX: Non immagini quanto vorrei che questo fosse vero.
LIZ: Max… com’è possibile secondo te… che io mi sentivo, che mi sentivo in assoluto nel momento più felice di tutta la mia vita e che invece adesso mi sento la persona più triste del mondo.
MAX: Forse essere innamorati significa questo.
LIZ: Si… è quello che credo anch’io.
MAX: Allora faremo un passo indietro… per un periodo.
LIZ: Beh si certo… se è proprio questo quello che vuoi… Max io credo…
MAX: Io ne ho bisogno, perché sono spaventato quanto te.
LIZ: No… aspetta Max.
(Liz bacia Max)
LIZ: L’ho fatto solo per ricordarmelo.
MAX: Ciao Liz.
LIZ: Ciao Max.
(Liz guarda il cielo. Si vede la costellazione apparsa nella visione di Michael)